In un contesto territoriale che richiede soluzioni innovative e sostenibili, l’AFT di Locri avvia un progetto di telemedicina avanzata integrata nella medicina generale. Ne parliamo con il Dott. Basilio Iero, Medico di Medicina Generale e referente AFT, che ha scelto di investire nella tecnologia per migliorare l’accesso alle cure e ridurre la pressione sul pronto soccorso.
Dott. Iero, partiamo dall’AFT: qual è la sua missione principale e quali bisogni intende soddisfare?
L’AFT nasce con due obiettivi molto chiari: evitare che i pazienti restino scoperti da cure e presidi sanitari durante la giornata e, allo stesso tempo, contribuire alla decongestione dei pronto soccorso, soprattutto per i codici bianchi e verdi. Offrire risposte sul territorio, in modo organizzato e continuativo, è fondamentale per migliorare l’assistenza e l’efficienza del sistema sanitario.
In questo contesto, perché ha deciso di adottare servizi di telemedicina nel suo ambulatorio?
La telemedicina rappresenta uno strumento concreto per raggiungere questi obiettivi. Attraverso servizi come ECG, Holter cardiaco, Holter pressorio e spirometria, possiamo offrire prestazioni avanzate direttamente sul territorio, intercettando precocemente i bisogni clinici dei pazienti ed evitando accessi impropri al pronto soccorso. È una scelta che mette il paziente al centro e valorizza il ruolo della medicina generale.
Perché la scelta tecnologica è ricaduta su CGM e sulla piattaforma CGM POINT OF CARE?
Sono già utilizzatore quotidiano di CGM STUDIO come software di cartella clinica: l’ho scelto perché è intuitivo, affidabile e perfettamente integrato nella mia pratica clinica. È stato naturale affidarmi a CGM anche per la telemedicina. Ho completato la formazione su CGM POINT OF CARE, che considero uno strumento altrettanto valido, e sono pronto a metterlo pienamente in pratica con l’avvio del progetto.
A che punto è il progetto e come sarà organizzata l’erogazione dei servizi?
Il progetto sta prendendo forma passo dopo passo. Stanno arrivando anche gli infermieri, sebbene non siano ancora a pieno regime. I servizi di telemedicina saranno fruibili nel tardo pomeriggio e in fascia serale, quando terminano i turni dell’AFT. È significativo che, pur non essendo ancora partiti ufficialmente, abbiamo già prestazioni prenotate dai pazienti: questo dimostra un interesse reale e crescente.
Come risponde il territorio a queste innovazioni?
Viviamo in un territorio in cui le novità possono inizialmente essere accolte con un po’ di scetticismo, ed è comprensibile. Tuttavia, è molto incoraggiante vedere che diversi pazienti, visitando lo studio, si sono incuriositi e hanno già deciso di prenotare le prestazioni non appena il servizio partirà. Questo ci conferma che stiamo andando nella direzione giusta.
Guardando al futuro, che valore attribuisce a questo progetto?
È un progetto costruito per i pazienti, ed è questo l’aspetto più importante. La telemedicina è un tema caldo e strategico, con obiettivi a lungo termine. Anche A.P.S.I. – Associazione Professioni Sanitarie Italiane ci sta spingendo sempre di più verso questa direzione. Sono convinto che, grazie alle tecnologie adottate e alla partnership con CGM, saremo in grado di raggiungere questi obiettivi e, in qualche modo, spianare la strada anche ai colleghi del futuro.