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Telemedicina: concrete prospettive di sviluppo.

12 gennaio 2021 | CompuGroup Medical Italia
Telemedicina: concrete prospettive di sviluppo
Articolo Software Telemedicina

Come ci ha insegnato l’emergenza in corso, l’erogazione di servizi sanitari a distanza non solo è possibile, ma rappresenta un'opportunità irrinunciabile per rendere il Sistema Sanitario Nazionale più efficiente e sicuro.
 

Con lo sviluppo della tecnologia, la telemedicina non è più una chimera.

Grazie alla grande rete di internet, in grado di coniugare dispositivi digitali, specifici device per la diagnostica, con software sanitari progettati ad hoc, il tradizionale rapporto paziente-medico può essere profondamente rivoluzionato in tutte quelle situazioni in cui non sia possibile effettuare una visita medica in presenza.

In questi casi, l'appuntamento nello studio del medico o poliambulatorio o struttura sanitaria, avviene direttamente presso l’abitazione del paziente. Vediamo come.

 

L'impulso alla telemedicina: un’accelerazione degli ultimi mesi

Grazie a questi nuovi sistemi tecnologici, vengono superati numerosi ostacoli rappresentati dalle distanze fisiche, dal traffico, problemi di parcheggio, l’indisponibilità di tempo (sia dell’operatore sanitario, sia del paziente) e, come abbiamo imparato negli ultimi mesi, dall'esigenza di limitare i contatti. La pandemia da Covid-19 ha infatti accelerato il processo di fruizione dei servizi sanitari a distanza perché, con le misure previste per contenere il contagio, sono stati limitati gli accessi nelle strutture sanitarie, sia pubbliche che private. E, di conseguenza, c'è stato un incremento delle prestazioni rese da remoto. In questo senso, quindi, la telemedicina è stata una necessità.

Il risultato è importante: con la telemedicina è possibile la fruizione di servizi sanitari non in presenza e, allo stesso tempo, lo scambio di immagini, video, documenti e cartelle cliniche tra medico e paziente, ma anche fra medici per consulenze e secondi pareri, in maniera sicura e con la massima tutela della privacy.

 

Di necessità virtù: la telemedicina come opportunità

Tenuto conto delle sue peculiarità, la “sanità a distanza” è anche un'opportunità perché permette il costante monitoraggio dei parametri clinici durante nelle fasi della prevenzione, della diagnosi e della terapia, a tutto vantaggio del paziente. Inoltre i campi di applicazione possono essere numerosi. Solo per fare alcuni esempi: telecardiologia, teleradiologia, teleriabilitazione o ancora teledermatologia e teleassistenza domiciliare.

La telemedicina, inoltre, rende anche più facile la collaborazione tra i medici stimolando teleconsulti multidisciplinari in tempo reale, a tutto vantaggio dei pazienti.

 

La telemedicina nelle prestazioni del sistema sanitario nazionale

La domanda, a questo punto, è: qual è la situazione in Italia? La telemedicina è entrata ufficialmente a far parte delle prestazioni del Sistema sanitario nazionale: il 17 dicembre 2020 la Conferenza Stato-Regioni ha approvato il documento recante “Indicazioni nazionale per l'erogazione di prestazioni in telemedicina”, quale riferimento unitario nazionale per l'implementazione dei servizi di telemedicina.

Si tratta di un passaggio importante perché con quel testo, le prestazioni di telemedicina sono diventate prestazioni sanitarie, al pari di quelle tradizionali. Nell'accordo si fa espresso riferimento alle seguenti prestazioni: teleconsulto medico, televisita, teleassistenza domiciliare, telerefertazione, teleriabilitazione, teleradiologia. Saranno tariffate, rendicontate e sottoposte a ticket. Per il sistema sanitario nazionale, quindi, è stata aperta una nuova strada, lungo la quale dovranno intervenire le singole Regioni attraverso la destinazione di finanziamenti vincolati.

 

Una legislazione in piena evoluzione

Il Parlamento ha recentemente approvato un emendamento alla legge di Bilancio che riconosce la telemedicina non solo come strumento efficace nell'emergenza coronavirus, come sottolineato nel documento Stato-Regioni, ma in prospettiva per garantire assistenza ai pazienti più fragili, ai malati cronici e a quelli che presentano disabilità. Per effetto di questo provvedimento, saranno le singole Regioni, in qualità di enti territoriali, a dover destinare risorse per finanziare i servizi di telemedicina.

Torniamo quindi brevemente sul documento approvato a seguito del confronto tra Stato e Regioni, nel corso del quale sono state tracciate le tappe che hanno portato alla riorganizzazione del sistema sanitario nazionale. Si legge nel documento che “la pandemia da Covid 19 ha reso indispensabile ripensare all'organizzazione del Sistema sanitario nazionale (SSN), in particolare a livello territoriale e che in tale situazione l'attivazione degli strumenti di sanità digitale rappresenta un'opportunità unica per un servizio sanitario più in linea con i tempi e le necessità individuali e dell'organizzazione”.

Nel testo c'è anche un riferimento ai principi raccomandati dall'Organizzazione mondiale della sanità: “In questo momento storico è essenziale un rinnovamento organizzativo e culturale teso a una diffusa e uniforme traduzione operativa dei principi di primary healtcare raccomandati dall'Oms e la riorganizzazione delle attività sanitarie, clinico-assistenziali e di riabilitazione deve poter garantire contemporaneamente la massima continuità assistenziale ed empowerement del paziente, con il minimo rischio di diffusione del virus a utenti, operatori e familiari”.

 

La classificazione delle prestazioni a distanza

In conferenza Stato-Regioni le prestazioni di telemedicina sono state raggruppate in quattro categorie:
 

  • quelle che possono essere assimilate a qualunque prestazione sanitaria diagnostica e/o terapeutica tradizionale, rappresentandone un'alternativa di erogazione;
  • quelle che non possono sostituire la prestazione sanitaria tradizionale, ma la supportano rendendola maggiormente accessibile oppure ne aumentano l'efficienza e l'equità distributiva;
  • quelle che integrano la prestazione tradizionale adeguandosi alle esigenze di cura dei pazienti;
  • quelle in grado di sostituire completamente la prestazione sanitaria tradizionale.

In ogni caso, l'adozione pratica nel sistema sanitario deve sempre essere accompagnata da adeguate evidenze scientifiche.

 

Cosa serve per erogare le prestazioni di telemedicina

Va poi ricordato che l'attivazione dei servizi di telemedicina richiede sempre l'adesione preventiva del paziente e questo al fine di confermare la disponibilità di un contatto telematico per la interazione documentale-informativa con il personale sanitario e procedere, quindi, secondo la normativa in materia di sicurezza e privacy.

Per erogare una prestazione sanitaria a distanza sono necessari i seguenti requisiti:

  • una rete di collegamento internet tra medico e paziente;
  • un adeguato software gestionale sanitario e relativo portale web al quale i medici accedono tramite account personale per la gestione delle prestazioni;
  • una soluzione di login semplice per i pazienti;
  • certificazione dell'hardware e del software come dispositivo medico idoneo alla tipologia di prestazione;
  • compatibilità con il Gdpr per il trattamento dei dati personali.

Quanto ai medici, restano ovviamente soggetti a tutte le disposizioni di legge e alle regole deontologiche, nonché ai documenti di bioetica.