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20. febbraio 2015, Brescia

LIBERALIZZAZIONE DELLE FARMACIE - Maggiore accesso alle farmacie o collasso del sistema?

Brescia, 20 febbraio 2015: Per Studiofarma la maggiore concentrazione di farmacie sul territorio non è l’approccio ottimale al miglioramento del servizio ai pazienti.

Negli ultimi giorni sono apparse le prime indiscrezioni sul contenuto della bozza del testo del decreto sulle liberalizzazioni, proposto dal Ministero dello Sviluppo Economico.
Tra i vari temi toccati vi è anche la liberalizzazione del settore farmaceutico. Oggi la concentrazione delle farmacie sul territorio italiano garantisce la presenza di una farmacia in tutti i comuni italiani. Con la proposta di liberalizzazione contenuta nel decreto, è previsto un aumento del numero delle farmacie a livello nazionale di circa 20mila unità. Oltre ad un incremento numerico delle farmacie, tuttavia, il provvedimento prevede un radicale cambiamento soprattutto nella distribuzione del farmaco. Infatti, i farmaci con ricetta, così come già accaduto per i prodotti OTC, verrebbero distribuiti anche dalla grande distribuzione organizzata.
Un numero maggiore di farmacie potrebbe avere l’effetto opposto di quello sperato portando alla bancarotta un elevato numero di farmacie, con una conseguente perdita di importanti punti di riferimento per tutti i cittadini. Questo approccio potrebbe portare ulteriori danni ai cittadini penalizzando quelli che vivono in aree meno popolate e quindi con minore affluenza, che verrebbero privati di una guida fondamentale nelle scelte relative alla salute e alle cure personali. Le farmacie già esistenti sarebbero maggiormente penalizzate dal momento che negli ultimi due anni sono state loro richiesti grossi investimenti per focalizzarsi nella cosiddetta “farmacia dei servizi”, il cui obiettivo è quello di fornire supporto al Servizio Sanitario Nazionale in merito all’aderenza della terapia dei cittadini. Inoltre, nel corso dell’ultimo anno, sono già stati richiesti notevoli investimenti ai farmacisti per adeguarsi alle ultime normative di legge, quali la fatturazione verso le PA o la raccolta delle vendite per la denuncia del 730 online. Portando come esempio il modello tedesco, la concentrazione di farmacie in Germania sul territorio nazionale è una ogni circa 4mila abitanti. Nonostante il territorio tedesco sia geograficamente più esteso rispetto a quello italiano, il numero di farmacie per abitante è nettamente inferiore, senza compromettere però la qualità del servizio al cittadino, indipendentemente dall’area di residenza. Sempre in Germania i prodotti con ricetta sono commercializzati solo in farmacia, a dimostrazione del valore che lì viene riconosciuto alla professionalità della categoria. Per questo motivo Studiofarma ritiene che la maggiore concentrazione di farmacie sul territorio non sia l’approccio ottimale al miglioramento del servizio per i pazienti, ma, al contrario porterebbe ad un collasso del sistema mettendo in crisi numerose realtà farmaceutiche che non riuscirebbero a sopravvivere in un contesto così competitivo. Ne deriverebbe non solo un peggioramento del servizio, ma anche un aumento complessivo della spesa farmaceutica nel lungo periodo.
Emanuele Mugnani, Amministratore Delegato di Studiofarma dichiara: “Siamo al fianco dei nostri clienti, della categoria dei Farmacisti in Italia e a Federfarma nel sostenere, con forza e convinzione, che l’ottimizzazione della spesa sanitaria nazionale e il miglioramento del servizio ai cittadini richieda una ulteriore valorizzazione della professionalità dei Farmacisti, attraverso l’ampliamento delle loro competenze e il loro maggiore coinvolgimento nei processi sanitari nazionali. Misure demagogiche che penalizzano e indeboliscono la Farmacia, dando solo l’illusione di migliorare l’accessibilità ai medicinali, nuocerebbero profondamente al diritto alla salute dei cittadini”.